Nel nome del vaccino, abbiamo ridotto bene e libertà
Vaccini anti Covid nella chiesa di San Paolo a Padova (Foto Ansa) Ci avessero parlato due anni fa di un bene grande grande come una siringa, ci avessero detto che un vaccino, un bene comune, sarebbe diventato il bene assoluto. Ci avessero detto che la libertà andava meritata, che dovevamo essere degni di quella concessa attraverso il numero di commensali a tavola, che avremmo espiato quella di fare shopping. Forse avremmo chiesto titolo e autore del romanzo distopico. Fatto il vaccino, «ho fatto il bene» E invece, eccoci qui, alle porte della prima estate con la morale in tasca: calano i...