Claudia Mancini
Una cosa non le era sfuggita, in mezzo al solito caos di particolari inutili (le dita fra le dita, la luce che calava, un odore di torta). Da qualche tempo, la madre le aveva messo un televisore davanti al letto. Era sempre acceso e doveva farle compagnia. Impedirle di sentirsi sola, anche quando lo era: ma in realtà sortiva appena l’effetto opposto, quello di un altro rumore subacqueo. L’ennesima prova che lei esisteva. In fondo la malattia non si riduceva che a questo: a un problema di percezione. Lo sfondo diventava l’elemento rilevante. Uno specchio in cui vederti così com’eri, ...